lug
2026
La fibrillazione atriale (FA) rappresenta l’aritmia cardiaca sostenuta più frequente nella pratica clinica ed è associata a un significativo aumento del rischio di ictus ischemico, insufficienza cardiaca e mortalità cardiovascolare. La terapia anticoagulante orale costituisce il trattamento di riferimento per la prevenzione degli eventi tromboembolici, ma non tutti i pazienti possono assumerla a lungo termine a causa di controindicazioni o di un elevato rischio emorragico. In questo contesto, la chiusura percutanea dell’auricola sinistra (Left Atrial Appendage Closure, LAAC) si è affermata come valida alternativa terapeutica in pazienti selezionati.
La fibrillazione atriale interessa circa il 2-4% della popolazione adulta, con una prevalenza in costante aumento a causa dell’invecchiamento della popolazione e della maggiore sopravvivenza dei pazienti con patologie cardiovascolari.
Il rischio di ictus nei pazienti con FA è circa cinque volte superiore rispetto alla popolazione generale. Oltre il 90% dei trombi responsabili di ictus nella fibrillazione atriale non valvolare origina all’interno dell’auricola sinistra, una struttura caratterizzata da un’anatomia estremamente variabile e da un marcato rallentamento del flusso ematico durante l’aritmia.
La valutazione del paziente con fibrillazione atriale si basa principalmente su due score:
CHA₂DS₂-VASc, utilizzato per stimare il rischio tromboembolico.
HAS-BLED, utile nella valutazione del rischio emorragico.
L’equilibrio tra beneficio anticoagulante e rischio di sanguinamento rappresenta il principale elemento decisionale nella scelta terapeutica.
L’obiettivo della procedura consiste nell’esclusione definitiva dell’auricola dalla circolazione sistemica, eliminando il principale sito di formazione del trombo.
La procedura viene eseguita mediante accesso venoso femorale con puntura transettale e guida ecocardiografica.
Le principali fasi comprendono:
- puntura transettale;
- angiografia dell’auricola;
- misurazione dell’ostio e della landing zone;
- scelta del dispositivo;
- rilascio;
- verifica dei criteri PASS (Position, Anchor, Size, Seal);
- controllo finale ecocardiografico.
Dispositivi disponibili
Attualmente sono disponibili diversi dispositivi con differenti caratteristiche tecniche.
Tra i più utilizzati figurano:
- Watchman FLX;
- Amplatzer Amulet;
- LAmbre;
- WaveCrest (utilizzo limitato in alcuni Paesi).
La scelta dipende principalmente dall’anatomia dell’auricola e dall’esperienza dell’operatore.
Evidenze cliniche
I principali trial randomizzati hanno dimostrato la non inferiorità della chiusura dell’auricola rispetto alla terapia anticoagulante.
Tra gli studi più importanti:
- PROTECT AF
- PREVAIL
- PRAGUE-17
- EWOLUTION Registry
- PINNACLE FLX
- Amulet IDE
Complessivamente tali studi hanno evidenziato:
- riduzione del rischio di ictus;
- marcata riduzione delle emorragie maggiori nel lungo termine;
- riduzione della mortalità cardiovascolare in alcune popolazioni;
- elevata percentuale di successo procedurale (>95%).
Indicazioni secondo le linee guida
Le attuali linee guida europee raccomandano la chiusura dell’auricola nei pazienti con:
- fibrillazione atriale non valvolare;
- elevato rischio tromboembolico;
- controindicazione alla terapia anticoagulante a lungo termine;
- sanguinamenti maggiori ricorrenti;
- impossibilità alla prosecuzione degli anticoagulanti.
Negli ultimi anni le indicazioni si stanno progressivamente ampliando verso pazienti con elevato rischio emorragico anche in assenza di controindicazioni assolute.
Complicanze
Nonostante l’elevato profilo di sicurezza, possono verificarsi:
- tamponamento cardiaco;
- embolizzazione del dispositivo;
- leak peri-device;
- trombosi sul dispositivo;
- complicanze vascolari;
- ictus periprocedurale.
L’esperienza dell’operatore e l’imaging intraprocedurale hanno significativamente ridotto l’incidenza delle complicanze.
Terapia post-procedura
La terapia antitrombotica varia in funzione del dispositivo impiantato e del rischio emorragico del paziente.
Gli schemi più utilizzati prevedono:
- doppia antiaggregazione per 1-6 mesi;
- successiva singola antiaggregazione;
- oppure anticoagulazione temporanea nei casi selezionati.
L’ecocardiografia di controllo consente di escludere leak significativi o trombosi del dispositivo.
Prospettive future
Le principali aree di sviluppo comprendono:
- dispositivi di nuova generazione con migliore adattabilità anatomica;
- procedure completamente guidate da eco intracardiaco tridimensionale;
- integrazione con imaging fusion;
- pianificazione mediante TAC tridimensionale;
- impiego dell’intelligenza artificiale per la scelta del dispositivo ottimale;
- ampliamento delle indicazioni nei pazienti candidati ad ablazione della fibrillazione atriale.
Conclusioni
La chiusura percutanea dell’auricola sinistra rappresenta oggi una terapia consolidata nella prevenzione dell’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare e controindicazione alla terapia anticoagulante cronica. L’evoluzione tecnologica dei dispositivi, il miglioramento dell’imaging e la crescente esperienza degli operatori hanno determinato elevati tassi di successo e bassi tassi di complicanze. I futuri studi definiranno il ruolo della procedura anche in pazienti a rischio intermedio e nel contesto di strategie terapeutiche integrate con l’ablazione della fibrillazione atriale.
Per ulteriori chiarimenti sono disponibili il dott. Andrea Bisciglia e dott. Francesco Luigi Rotolo.